sabato 22 gennaio 2022

SACCO ROSSO NON AVRAI IL MIO SCALPO

Narra la storia che, in tema di spazzatura, siamo progressivamente passati dal famoso e unico sacco nero, dove ci stava dentro di tutto, ai due sacchi, poi ai tre e poi separa la carta e poi tocca al vetro e poi occhio ai giorni e agli orari. Il tutto senza nessun tipo di ritorno anzi, in questa gestione creativa vi è pure il rischio di prendere una multa in caso di errore. Ma questa è la differenziata ci insegnano, un comandamento civile di grande effetto, che dal punto di vista del cittadino è sintomo di valore morale e coscienza civica, ma che nasconde in se insidie economiche da non sottovalutare. Nel frattempo il servizio è decisamente peggiorato, non risponde certo ai canoni previsti dal capitolato e continua a subire aumenti non giustificati. Nel frattempo, narra la storia, che oggi ci sentiamo accerchiati, assediati da un nuovo regolamento che pare un enciclopedia con le pagine mischiate tale, da far impallidire le Tavole di Eraclea. Un regolamento che entra a gamba tesa nella vita dei cittadini rubando spazio e aria. Ci assegnano d'ufficio una convivenza forzata con un sacco rosso, con un chip di riconoscimento, neanche fosse la valigetta dei missili. Ennesima dimostrazione di come l'arroganza di questa amministrazione si fa gioco della mediazione sociale. Ennesima dimostrazione di come la partecipazione è il principio di sussidiarietà spariscono perché, come diceva Hobbes, l’unità della volontà politica coincide con l’unicità fisica della persona che governa, poiché gli individui si riuniscono in una comunità politica solamente nel momento in cui rinunciano a gran parte dei loro diritti naturali a favore del sovrano. Ma noi non siamo un bancomat silente, noi ci faremo sentire e se non fosse sufficiente chiederemo aiuto ai  SACCHI BLU DELL'ONU 



martedì 22 giugno 2021

Progetto di vita

E’ straordinario come in questi giorni alcuni rappresentanti della politica monzese si siano messi a parlare di sociale. In pochi però hanno posto l’accento sulla differenza tra Diritti e Bisogni. Va ricordato che mentre i bisogni sono per definizione individuali, i diritti, sempre per definizione, sono collettivi. Dal punto di vista giuridico-legale queste irrinunciabili sottolineature si sono concretizzate a livello di organismi di portata mondiale: l’ONU ad esempio.    Nel dicembre 1948, viene scritta la Convenzione Onu sui diritti dell’uomo, immediatamente dopo un periodo storico ricco di eventi di estrema drammaticità. Ma dichiarare (o proclamare) i diritti dell’uomo non è stato sufficiente, perché nel corso dei decenni successivi si è presentata la necessità di ribadire, puntualizzare, specificare alcuni contenuti che, benché intrensicamente presenti nella prima convenzione, venivano o ignorati o sottovalutati. Ecco allora una convenzione contro la discriminazione razziale, contro la violenza nei confronti della donna, contro la tortura, a favore dei diritti dei fanciulli, a favore dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, a favore dei diritti delle persone con disabilità e, ultima, una proposta di legge che prevede:" Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Questi ulteriori, e comunque importanti documenti trattano di aspetti che fanno parte, e una parte fondante, dell’essere umano, perché le persone di tutte le etnie e culture sono uomini, perché le donne sono umanità, perché i bambini sono futuri uomini, perché i lavoratori e le persone che dipendono dal frutto del lavoro sono uomini, perché le persone disabili sono uomini, perche tutte le persone sono umanità a prescindere dal loro orientamento sessuale. Ma allora perché il bisogno di altre convenzioni? Perché agli stati progrediti, democratici, tecnologicamente avanzati, va ribadito il concetto del “diritto dell’uomo”? Si è creata la necessità di avere una apposita convenzione per i diritti di queste persone perché si cominciasse a pensarle come uomini con prospettive di vita e di realizzazione personale e sociale pari a tutti gli altri. Ma è un segno di civiltà o una sconfitta? Forse perché si è lasciato campo ad una cultura che marcava le differenze e ad uno stato sociale che per distinguersi aveva bisogno di creare differenze. Ma quali sono le reali differenze fra le persone oggetto di tali convenzioni e gli altri? Nessuna nella sostanza. Ma c’è però qualcosa che li accomuna e che si chiama “progetto di vita” e che accompagna ciascuno di noi. Prefigurarsi un progetto di vita non è appannaggio solo di pochi, ma una necessità di tutti. Certo, esistono poi delle variabili che possiamo riportare come specificità per alcuni soggetti e che sono le strategie necessarie, da mettere in campo, perché il progetto si realizzi. Questa dovrebbe essere la competenza dei servizi, degli enti, delle professionalità coinvolte. Trovare strategie mirate, create ad hoc perché il progetto possa svilupparsi e crescere con la persona, ciascuno con tutti i suoi limiti. Il disabile, ad esempio, ha il diritto di stare in società mentre non è un diritto della società decidere di integralo. Io parto dal presupposto che quel bambino deve stare a scuola, così com’è; è difficile? Allora io intervengo sul come trovare le strategie.” Continuare poi a parlare di inclusione è sbagliato, cosi facendo si rafforza la convinzione che c’è qualcuno che sta fuori. Includere significa far entrare qualcuno o qualcosa in una serie o in un gruppo. Questo qualcuno, quindi, sta fuori, è esterno ed è necessario promuovere azioni ed interventi che lo rendano parte di un tutto. Se per definizione, non fosse considerato “fuori”, l’azione da promuovere sarebbe finalizzata a mantenerlo all’interno, dove ha un suo posto e una sua funzione ben chiara e stabilita. Ecco che allora serve fare comunità, con una politica sociale che operi con interventi affinché nessuno resti escluso. Un progetto di vita che renda la persona parte di tutto. La città, che è la forma di governo più vicina ai cittadini, ha il compito di promuovere e sostenere questo progetto, in tutte le sue forme e dinamiche, adoperandosi affinché i Diritti non si trasformino in bisogni. Questo progetto è trasversale a qualunque cosa (scuola, gioco, sport, cultura ecc). Il progetto di vita, quindi, è il vero (e forse unico) elemento unificante tra le persone: il progetto di vita dovrebbe dunque costituire lo strumento principale attraverso il quale una politica sociale mette al centro la persona tenendo conto delle diverse fasi della sua vita. Questo è lo stile che dovrà differenziale la politica sociale del futuro, passando attraverso un doveroso confronto sulla politica del presente. Se non si farà questo si continuerà a dar voce a chi, per garantire la normalità, crea insanabili disuguaglianze.


lunedì 22 maggio 2017

Evelyn Beatrice Hall, la campagna elettorale e gli strumenti della democrazia

L'aula del Consiglio Comunale è da considerarsi come il luogo simbolo della democrazia, intesa come forma di dialogo e di confronto civile. In questo contesto mi ascrivo tra i sostenitori della famosa frase di Evelyn Beatrice Hall"non condivido quello che dici ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa dirlo". Una frase che vuole interpretare il pensiero di Voltaire sulla tolleranza e il diritto di parola.
Questo vale anche per l'attività politica di strada, quella rumorosa e dalle mille promesse da marciapiede.
Questo però non vuol dire, per chi ascolta, di dover rinunciare al diritto di critica. Mi riferisco in particolare ad alcuni racconti che animano i dibattiti di questa campagna elettorale e che, personalmente, meritano alcune precisazioni.
Se la democrazia è dialogo le parole ne sono gli strumenti e, in quanto tali, devono essere oggetto di cura particolare quanto al numero e alla qualità.
Per l'onestà del dialogo le parole non devono essere ingannatrici, devono rispettare e non corrompere il concetto altrimenti il dialogo rischia di diventare il mezzo per trascinare gli altri dalla tua parte con l'inganno.
Questo purtroppo è quanto ho percepito in questo periodo, sopratutto in occasione di alcune discussioni importanti, che hanno riguardato oggetti come:
Esselunga; raccontando la storia di un industriale talmente sprovveduto dall'aver investito 24 milioni di euro per un terreno a patate e che solo grazie al successo elettorale del centrosinistra, da Lui sostenuto, ha potuto concretizzare il progetto per la realizzazione di un nuovo centro commerciale.
Aumento degli affitti delle case popolari dove ho registrato il tentativo maldestro dell'opposizione di darne colpa a questa amministrazione ben coscienti che la storia nasce e si sviluppa attraverso atti amministrativi, ancorché legittimi, che riguardano la precedente amministrazione che ha sempre vissuto di rimandi fino ad arrivare al punto che questa decisione non poteva più essere rimandata, pena il rischio addirittura di un richiamo formale da parte della corte dei conti.
Mancanza di progettualità nel nuovo Documento di Piano in materia di nuove soluzioni abitative. Niente di più falso. Da ricordare invece che chi fa questa accusa aveva, a suo tempo, perso i contributi per la realizzazione del Contratto di Quartiere Cantalupo che prevedeva la costruzione di 14 nuove palazzine. E sono sempre gli stessi che, una volta recuperati i fondi da questa amministrazione, hanno votato contro al nuovo piano che prevedeva la realizzazione di 2 nuove palazzine.
Questione ex macello dove in molti si sono espressi con giudizi molto severi nei confronti dell'operato del sindaco, della giunta e nei confronti della maggioranza rea di aver sostenuto la posizione in aula con una linea di difesa molto imbarazzante. Io credo però che di imbarazzante c'è solo la posizione di chi non vuol leggere gli atti a disposizione, atti che raccontano di come si sono svolte veramente le cose, attraverso una sequenza disordinata di azioni, in quella che siamo comunque convinti essere stata un azione legittimata dalla posizione di governo di chi ha agito. L'espressione di una volontà politica che ha generato un progetto che è andato via via ampliandosi, con il contributo di nuove idee, fino ad interessare anche aree che per evidenti problemi non erano immediatamente disponibili.
Le mani nelle tasche dei cittadini. E qui è evidente il ritocco al rialzo delle aliquote IRPEF com'è evidente la modifica delle tariffe per i servizi a domanda individuale. Tutto vero, ma non si può limitare il discorso all'effetto giornale e campagna elettorale perché non c'è onestà intellettuale se si omette di dire che è stata non solo una scelta politica che ci ha permesso di mantenere invariato l'investimento sulle politiche sociali ma che è stata anche modificata la fascia di esenzione IRPEF portandola a 18 mila euro. Questo ha permesso di aumentare il numero degli esenti recuperando una fascia di cittadini che, a causa dell'introduzione del nuovo ISEE, non sarebbero stati più tutelati. In merito alla TARI poi, non solo è stata mantenuta la fascia di esenzione al minimo ISEE ma sono state inserite due nuove fasce con riduzioni previste nella misura del 50 e del 20%. E io capisco che ammettere queste cose significherebbe dare credito all'ordine del giorno presentato dal gruppo del PD in fase di discussione oggetto TARI, ordine del giorno contestato da una parte delle opposizioni che si sono espresse con voto contrario. Un ordine del giorno che non solo confermava le esenzioni per le fasce più a rischio ma ha introdotto riduzioni sulla TARI a vantaggio di una più ampia fascia di cittadini.
Per preservare l'onesta' del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verita' dei fatti. Sono dittature ideologiche, quelle che li manipolano, travisano o addirittura creano o ricreano i fatti ad hoc. Quando si dicono le mezze verità è evidente che siamo in presenza di una precisa strategia comunicativa che mira a confondere la capacità di giudizio dell’opinione pubblica cittadina, strategia legittima ma pur sempre l'ennesimo trucco comunicativo ovvero come usare l'aspetto emotivo molto più della riflessione per provocare un corto circuito su un’analisi razionale dell’individuo così da scatenarne il senso critico. Roba da campagna elettorale.


martedì 21 febbraio 2017

PD or not PD e il rumore della politica

Che dire, l’impressione è quella di un partito decisamente fuori onda, con le vecchie avanguardie paragonabili ad antichi messaggeri inviati dalle aristocrazie nel campo nemico per trattare un accordo in luogo dello scontro. Nel frattempo “il resto” cerca di sopravvivere perso in una“disputatio” dove non mancano mai i soliti vecchi e noiosissimi Magister e dove l’unica cosa che pare ritrovarsi è la volontà di mantenere, da parte di molti dei prescelti (nel senso di non eletti) una identità politica ad uso e consumo personale.
E chi va via (dissente) perde il posto all’osteria, salvo poi lamentarsi se il disagio e il dissenso assumono carattere e forme poco aristocratiche, lontane dal bon-ton in giacca e cravatta. E il tempo scorre inesorabile tra la ricerca di un profilo alto e una caduta in basso. Ogni tanto qualche nostalgico, con il grembiulino scolastico della Gelmini, e in perfetto stile “non è mai troppo tardi” ci ricorda che i salari sono bassi e la pressione fiscale troppo alta e se si continua cosi potrei anche arrivare ad esprimere il mio dissenso nel rispetto del ruolo e delle istituzioni che sono chiamato a rappresentare senza mai scadere nella forma espressiva di insulto o di vilipendio e bla,bla bla……..
E poi, come se non bastasse, dobbiamo fare i conti con la politica dell’impressione, con i dilettanti del botto di fine anno, del tanto al metro, abili solo a costruirsi passaggi in video auto-celebrativi, senza vergogna, sempre truccati con un sorriso di plastica. E chi se ne frega poi se gli attuali equilibri politico-parlamentari sono quanto di più precario esiste oggi in Italia.
E' il rumore della politica, quello che ci ruba il silenzio, cattura le nostre immagini e confonde le parole.
E' la politica dell'Io sovrano quella che si indigna mostrando tutta la sua onorevole opulenza, sempre intoccabile e padrona assoluta di ogni diritto. E la mente va, ostaggio dei pensieri più cupi. Il lavoro che non c'è più, la spesa sempre più leggera, la famiglia sempre più in crisi. Ferragosto e Natale si confondono in un calendario sempre più uguale, dove i santi lasciano il posto ai problemi. E' il vivere vero di molti si mischia al vivere finto di pochi che, istituzionalmente preoccupati, non rinunciano a nulla e a te concedono il nulla.
Le luci della politica immune e vacanziera violentano la ragione e offendono la dignità di chi oggi deve decidere cosa può mangiare e, ciò che è peggio, quale malattie si può curare. Il peso degli anni trasforma piegandole le figure degli onesti, il peso della politica trasforma allungandole le figure dei molti disonesti. E' il rumore che fa la differenza, questo forte e fastidioso rumore che sembra lontano, ma purtroppo è sempre più vicino. E così benessere e disagio sono i dioscuri che governano le nostre giornate, ma guai a metterli in competizione tra di loro. Non posso pensare alle conseguenze.
C’è bisogno di una classe nuova di politici, di persone che restituiscano la dignità alla politica, vissuta come servizio verso gli altri, al di fuori di supine appartenenze a gruppi di potere legati da interessi particolari di caste. Ricominciamo dal basso a parlare di cose della vita, pratiche di tutti i giorni, direttamente al popolo più creativo, capace di grandi gesti di solidarietà, di grandi gesti di integrazione e che sarebbe perfino capace di vivere in pace, senza la presenza inquietante di questa politica irresponsabile.

Ognuno di noi ha una sua parte in questa storia, sta a noi renderla importante

venerdì 27 gennaio 2017

Il Veliero, un viaggio tra disabilità e cultura

L’Associazione “IL VELIERO” onlus si costituisce nel 2003 a conclusione di un progetto terapeutico sperimentale, il Laboratorio d’Espressione Teatrale 1998, svoltosi all’interno di un centro riabilitativo Monzese e che ha visto protagonisti, ragazzi diversamente abili d’età compresa tra i 16 e i 20 anni.
L’Associazione ha fatto propria l’esigenza di dare una risposta alle richieste di gruppi d’adolescenti arrivati ad un punto di svolta nel loro percorso terapeutico: il desiderio d’autonomia personale e sociale, il bisogno di un confronto con i coetanei, la ricerca d’autoaffermazione e di esprimersi in contesti sempre più connotati come ambienti di vita.
La caratteristica innovativa del progetto è stata quella di effettuare un percorso di ricerca e di formazione che, attraverso la conduzione parallela e complementare di tre figure professionali (un regista/attore, uno Psicologo, e un educatore socio-sanitario), permettesse di passare gradualmente da uno spazio terapeutico iniziale ad uno spazio teatrale vero e proprio, potenziando gli aspetti di ricerca culturale, creativa ed espressiva mediante l’approfondimento di tecniche teatrali.
L’obiettivo che è stato raggiunto, è la formalizzazione di due Laboratori Teatrali permanente che operano nell’ambito della disabilità offrendo, nel tempo, delle valide alternative ad inserimenti lavorativi poco gratificanti: uno spazio professionale a tutti gli effetti al fine di porre i ragazzi in condizioni di accedere in autonomia ad ambiti che richiedono l’assunzione d’impegni, responsabilità e comportamenti socialmente riconosciuti.
Non deve stupire quindi, il fatto che L’Associazione “IL VELIERO” onlus persegua come paradigma della propria missione il binomio “cultura e disabilità”: l’accesso alla cultura è un diritto fondamentale per ognuno e un mezzo indispensabile per garantirsi la piena partecipazione alla società.
Si tratta anche di un requisito per assicurarsi un viatico per l’istruzione e l’occupazione; malgrado questa considerazione le persone disabili, il più delle volte, sono escluse dalle attività culturali ed artistiche, esistono solo come cornice, soggetti passivi, di frequenti manifestazioni benefiche.
Si sorvola con troppa facilità che la cultura è uno strumento molto importante di comunicazione, per le persone diversamente abili, in alcuni casi il solo possibile- viene in mente la pittura o la scrittura- e aumenta la consapevolezza dei diritti e dell’immagine degli stessi.
Far cultura significa anche offrire, a chi non riesce ad esprimersi, la possibilità di realizzarsi nel pieno rispetto della propria condizione esistenziale.
A tal fine l’Associazione continua a sostenere la produzione d’eventi-spettacolo nei quali agiscono degli artisti diversamente abili.
Nello specifico si trova nel lavoro teatrale la più alta concretizzazione di tutte le nostre convinzioni: il Teatro costituisce una delle più intense metafore della vita e del pensiero.
Nelle più recenti reinterpretazioni l’attività mentale dell’individuo è immaginata come un palcoscenico affollato di personaggi eterogenei, i quali esprimono ora antiche ferite, ora desideri e che in gran parte si alternano attraverso realizzazioni e contraddizioni in ogni fare e in ogni dire del soggetto, senza che quest’ultimo ne sia pienamente consapevole.
Da questo punto di vista il teatro che include ampi elementi di finzione e di recita, pone in luce anche elementi di spontanea e libera manifestazione del proprio mondo interiore e di giudizio del quotidiano.
E’ come se nelle forme dell’attività teatrale, l’attività mentale divenisse, da intangibile e invisibile, manifesta e rappresentata.
Si tratta, in sostanza, di un incontro tra il “dentro” e il “fuori”, tra il Sé interno e il mondo esterno, un incontro il quale di volta in volta sarà possibile o impossibile, produttivo o mancato, riconosciuto o aggredito.
La particolarità della nostra sperimentazione consiste nella costruzione di una porta sul confine tra possibile e reale, tra pensato e agito; nel operare in uno spazio/contenitore, lo spazio teatrale, dove è possibile dare significato alle esperienze personali proprio perché queste sono raccolte da un pubblico di spettatori (il mondo esterno, i cittadini di Monza).
Vi è infine il desiderio di stabilire un contatto con il mondo perché l’Io implica un costante confronto con gli altri.
Questo è il nostro pensiero e queste le nostre aspirazioni ma, fino a quando i nostri ragazzi saranno considerati dei malati dal grande pubblico, si farà fatica ad accettare la nostra come una normale Associazione di tipo Culturale e gli attori come una normale compagnia di teatro stabile.
Il modo con cui questa società guarda alle persone con disabilità li rende inevitabilmente cittadini diversi, soggetti malati e in costante cura costretti a vivere, tutta la vita, da utenti di un servizio ed esentati quindi dai normali compiti della vita.
Non’è più accettabile che tutto quello che si fa o si pensa a favore di queste persone, debba esclusivamente avere una valenza sanitaria ed essere di competenza assoluta dei Servizi Sociali.
Per eliminare le vere barriere che impediscono a queste persone di vivere la vita come chiunque altro, è necessario coinvolgere i responsabili cittadini, a tutti i livelli, in un processo di educazione e di grande cambiamento culturale.
Se noi consideriamo la città come la forma di governo più vicina al cittadino è alla medesima che spetta il compito di promuovere nuovi spazi e forme di partecipazione collettiva, nella quale libertà e uguaglianza sono comuni denominatori affinché tutte le persone possano muoversi, pensare e agire come dei normali cittadini.

Con il prezioso contributo di Enrico 

x info festival nazionale
  
 http://www.ilveliero-onlus.org/wp/festival/







mercoledì 7 dicembre 2016

Politiche Sociali e Care Giver La visione del welfare nel nostro comune


Nella seduta di Consiglio Comunale di Lunedì 5 Dicembre si è discusso in aula la proposta di delibera per l'adozione del Regolamento per la disciplina dell'erogazione di interventi e servizi sociali dei Comuni dell'Ambito Territoriale di Monza.                                                               Un oggetto che non deve essere considerato solo come un regolamento tecnico amministrativo ma sopratutto come un documento politico a tutti gli effetti. Un Documento che rappresenta la visione del welfare del nostro comune e risponde alle domande di bisogno dei nostri cittadini, che oggi vivono in un sistema dove la struttura sociale, in continuo e costante mutamento, è costretta a confrontarsi sempre più spesso con dinamiche che nulla hanno a che vedere con l'idea originaria del Welfare. Un idea che nasce due secoli fa dall’esigenza di eliminare, o limitare, le disuguaglianze tra i cittadini di uno Stato, per fornire servizi e garantire diritti essenziali per un tenore di vita accettabile alle classi svantaggiate: parliamo di assistenza sanitaria, istruzione e accesso alle risorse culturali, diritti del lavoro, pensioni, sostegno contro la povertà, integrazione, il tutto con una declinazione individuale del concetto di assistenza collettiva. Funzionava così, quando avevi bisogno, lo Stato interveniva. Attraverso la storia questa declinazione si è via via modificata in un universo di diritti esercitabili non solo in caso di bisogno, ma per tutti, sempre. Nell’evoluzione storica dei servizi erogati dai comuni, spiccano attività che hanno vissuto una fase di espansione economicamente rilevante fino ad impegnare risorse di bilancio molto importanti, che sono state veicolate a finanziare la voce dei cosidetti servizi a domanda individuale. Servizi che trovano classificazione nel dm del 31 dicembre 1983, che prevede che i comuni sono tenuti a definire l'elenco di tutti i servizi pubblici a domanda individuale e che si definiscono servizi pubblici a domanda individuale tutte quelle attività gestite direttamente dall’ente, che siano poste in essere non per obbligo istituzionale, che vengono utilizzate a richiesta dell’utente e che non siano state dichiarate gratuite per legge nazionale o regionale. Nasce cosi il contenitore sociale dove la città, che è la forma di governo più vicina ai cittadini, esprime e rappresenta il suo grado di attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini stessi. E veniamo così al nostro documento che è figlio di una progressiva applicazione di linee guida che hanno regolato l'attività del settore fino ad oggi. (questa non'è la revisione di un vecchio regolamento perchè di fatto non'è mai esistito). E' un documento che è il frutto di un lungo lavoro collettivo, voluto dall'assemblea dei sindaci dell'ambito di Monza Brugherio Villasanta in qualità di organismo di indirizzo politico e che è stato condiviso attraverso il tavolo di sistema. Parliamo di tre comuni con dimensioni e esigenze diverse ma che hanno deciso insieme di fare questo esercizio di condivisione per rendere questo regolamento il più omogeno possibile e questo anche per rispondere alle varie istanze pervenute da parte dei cittadini e delle associazioni di territorio. Il risultato è un documento che si compone di due parti dove la prima riguarda specificatamente gli indirizzi politici dove sono declinate le finalità e gli obiettivi che sono la vera essenza di questo documento e che ci consegnano una visione della città improntata sul principio delle pari opportunità e della coesione sociale. La seconda contiene le schede tecniche dei vari servizi erogati con le modalità di accesso e di erogazione in un insieme di norme che servono a disciplinare le attività di questo settore. Un regolamento che non'è solo a tutela e imparzialità dei trattamenti dati ai cittadini, che sanno così cosa chiedere e come chiederlo ovvero quali sono i loro diritti ma anche di tutela nei confronti degli operatori in quanto stabilisce in modo chiaro quali sono i confini entro i quali possono operare. E' di facile interpretazione con 19 interventi disciplinati di cui 17 omogenei per ambito. Questa piccola differenza sta nel fatto che alcuni comuni hanno ritenuto di dover mantenere alcuni servizi come ad esempio quello dei trasporti. Quello che non'è, è che non deve essere interpretato come la legge delle prestazioni ma come un documento implementabile e non esaustivo delle prestazioni erogate. Ci sono infatti altri tipi di intervento erogati dai servizi, non contemplati dal regolamento e che non rientrano quindi tra le prestazioni soggette alla presentazione del certificato Isee. Detto questo mi guardo bene dall'entrare nello specifico delle singole voci e mi limito a richiamare l'attenzione su alcuni servizi che meritano una particolare considerazione in quanto segnali importanti di attenzione e di risposta al mutamento sociale di questi anni e che sono: servizio spazio neutro - incontri protetti, uno spazio sicuro e accogliente per favorire gli incontri tra minore e famiglia, nei casi di evidente conflittualità, e questo sotto la supervisione di operatori qualificati, il buono sociale per prestazioni rese da Care Giver familiari, strumento previsto fino ad oggi come contributo per la sola assunzione di badanti. L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere ancora norme a sostegno dei caregiver familiari ossia di coloro che si curano in ambito domestico di familiari non autosufficienti a causa di severe disabilità, figure sulle quali si poggia buona parte del welfare italiano. L'introduzione di questa figura, peraltro già riconosciuta in alcuni casi a livello Regionale, certifica la sensibilità sociale di chi nel nostro comune si occupa di queste tematiche. Allegato a questo regolamento abbiamo una tabella calcoli dove sono disciplinate le fasce Isee e che riporta i valori che vengono definiti annualmente con provvedimento della giunta comunale in fase di approvazione del bilancio. A seguire il regolamento dei servizi andiamo ad approvare anche il nuovo regolamento Isee ( nuovo perchè recepisce un decreto del consiglio dei ministri del 2013 che modifica in maniera sostanziale il vecchio regolamento Isee, in vigore fino a al 2014) che tocca il tema della compartecipazione alla spesa. Lo stesso dm del Dicembre 2012 prevede inoltre che i Comuni sono tenuti a definire, non oltre la data della deliberazione del bilancio, la misura percentuale dei costi complessivi di tutti i servizi pubblici a domanda individuale e che per detti servizi i comuni, sono tenuti a richiedere la contribuzione degli utenti, anche a carattere non generalizzato. In questo contesto l’Amministrazione valuta, in relazione alle disponibilità di bilancio, la quota parte di esso finanziabile con risorse comunali e quella residua da porre direttamente a carico dell’utenza, definita anche in relazione alla capacità economica del soggetto mediante presentazione dell’ISEE. Riuscire oggi a garantire un accettabile equilibrio sociale ed economico tra il soddisfacimento della domanda di servizi avanzata dal cittadino e il costo posto a carico dell'utente, assume un'importanza davvero rilevante e questo cercando di proteggere il più possibile il sociale, un settore questo nel quale assistiamo ogni giorno ad un notevole incremento delle domande di intervento - spinte dall'incremento della povertà - domande che si indirizzano sempre più ai servizi sociali dei Comuni, da tempo dotati di risorse assai contenute. Ed'è un incrocio molto pericoloso quello che si determina tra la riduzione di una già contenuta spesa pubblica e la forte crescita delle domande. Un campanello d'allarme che sono sicuro interesserà in modo trasversale tutte le forze presenti in quest'aula. Chiudo con un doveroso riconoscimento per l'ottimo lavoro svolto da tutte le persone che hanno contribuito alla stesura di questo documento, dall'assessore competente Bertola che l'ha promosso e sostenuto, ai nostri tecnici comunali, che hanno dimostrato ancora una volta grande competenza e professionalità e con un ringraziamento ai colleghi commissari che hanno condiviso un importante percorso attraverso diverse riunioni di commissione alle quali hanno partecipato in maniera propositiva con osservazioni e interventi che hanno dato valore aggiunto alla stesura di questo documento conclusivo. Un documento che ci auguriamo tutti, possa essere il primo passo verso la realizzazione della nostra carta dei servizi.




giovedì 8 settembre 2016

Il Villaggio Alzheimer e le aree dismesse

Un Paese ritrovato.
Nel primo consiglio, dopo la pausa estiva, in Consiglio Comunale è stata approvata a larga maggioranza la delibera che da il via alla realizzazione del progetto denominato "Un Paese Ritrovato". Un progetto che per la sua natura particolare e per il suo valore morale apre uno spazio di riflessione ben più importante e che va oltre la pura questione urbanistica.
Si tratta di un progetto assolutamente rivoluzionario che prende vita in uno spazio che sembra tutto fuorché un istituto di cura. Un Villaggio Alzheimer dotato di parrucchiere, di spazi per la socializzazione e la riabilitazione dei residenti e non, aperto ai familiari ed alla popolazione del quartiere, e questo al fine di favorire la massima integrazione della struttura col tessuto sociale esistente dove la caratteristica principale della metodologia d'assistenza è proprio quella di non modificare le abitudini e i comportamenti dei pazienti, lasciandoli liberi di muoversi senza avere il timore di perdere l'orientamento, di socializzare, di vivere la propria vita in comunità, seppur sotto lo sguardo attento e vigile di operatori medici.
Non sono “malati” da medicalizzare, ma persone con capacità residue che comunque è possibile mantenere. Così anche il luogo dove trascorrono il tempo non è più un “ricovero”, ma una casa. La “loro” casa. E in questo concetto, che ho cercato di riassumere in poche parole, sta tutta la particolarità di questo progetto.
Un progetto assolutamente innovativo che avrà un momento di percorso sperimentale e che darà sicuramente un valore aggiunto alla nostra città proiettandola tra le prime due città in Europa a dotarsi di una struttura simile e che si pone quindi all'avanguardia nell'assistenza delle persone affette da problemi di demenza in genere e Alzhaimer.
Ed'è proprio di fronte a richieste di questo tipo che la politica deve svolgere il suo compito, che è anche quello di operare per lo sviluppo e la crescita della comunità. Un servizio che si fa anche accompagnando e semplificando l'iter per la creazione di nuovi spazi a disposizione dei cittadini. Siano essi di tipo pubblico o di tipo privato. Oggi non possiamo permetterci di rinunciare a qualsivoglia forma di servizio di assistenza, ce lo chiede l'allungamento dell'eta della vita unito all'innovazione dei trattamenti che ci permettono di vivere una vecchiaia piu serena e più lunga. E in questo contesto la città ha solo da guadagnarci.
Vale comunque la pena ricordare, come avviene in tutti i casi, che
verrà una convenzione che tende a privilegiare i residenti e riservare alcuni posti a disposizione dell'AC.
A chi mi domanda poi il perchè di una scelta che, seppur con risvolti sociali molto forti, va ad intervenire su un area oggi a destinazione agricola, rispondo tranquillamente che accanto alla valenza sociale c'è anche quella imprenditoriale dove uno dei punti di forza tra costi e ricavi crediamo che, in questo caso, sia proprio quello di poter tenere tutti i servizi vicini, in un unico posto, dove ho il centro direzionale, il controllo della logistica, dei servizi tecnologici (dati, controllo accessi, sistemi di sicurezza, caldo e raffrescamento, antincendio) la possibilità di utilizzare, in caso di qualsiasi emergenza, di altri spazi, strumentazioni e risorse umane e cosi via. E ci sarebbero tante altre motivazioni inerenti a giustificare questa scelta ma verrebbe uno scritto troppo lungo e noiso.
Alla luce di queste riflessioni io e tutto il gruppo del PD abbiamo da subito apprezzato e condiviso le finalità di questo progetto sostenendolo fin da subito, in sede di adozione del Documento di Piano, presentando un emendamento che cambiava la destinazione d'uso del terreno destinato ad ospitare questo Villaggio. Un emendamento importante che continueremo a rivendicare e a difendere. Cosi come rivendichiamo orgogliosi il fatto di aver collaborato alla nascita di questo Villaggio Alzheimer dichiarandoci favorevoli alla delibera, che ha dato il via definitivo per la realizzazione di quest'opera che renderà Monza una città più Europea e più vicina ai cittadini.




venerdì 8 luglio 2016

Documento di Piano un adozione tra il verde e l'antico

Oggi stiamo discutendo su un documento che rappresenta l'atto strategico di programmazione degli interventi sul territorio che, insieme al bilancio, è sicuramente uno degli oggetti più importanti e piu difficili da affrontare. E la prima riflessione che mi viene da fare riguarda la questione semplificazione, che è stata spesso oggetto di dibattito in quest'aula. Oggi noi operiamo in un sistema amministrativo sovraccarico di leggi e regolamenti e credo che il campo del governo del territorio, un campo di non facile comprensione, non può certamente rimanere estraneo a questo confronto tanto che un pò di semplificazione credo possa essere d'aiuto a tutti. Detto questo non entrerò specificatamente nelle questioni tecniche e ambientali ma mi limiterò a fare una serie di riflessioni in senso generale e a rispodere ad alcune osservazioni che ho colto negli interventi che mi hanno preceduto, non prima però di sottolineare come questo documento sia il risultato di un amalgama di competenze di ottimo livello ( non ultima quella della geologia) cosi ben illustrate e difese dai tecnici che hanno partecipato alla sua stesura e alla presentazione. Le riflessioni prendono spunto da una domanda che ho sentito porre spesse volte in aula da diversi colleghi della minoranza Ma voi come la vedete questa città e come la pensate? Nella presentazione dell'oggetto l'assessore Colombo ha citato il Papa io volo più basso e rispondo volentieri con una citazione che ha me piace molto: Non occorre necessariamente avere davanti agli occhi una città ideale, ma almeno un ideale di città. Una città fatta di relazioni umane responsabili e reciproche, che ci stanno dinnanzi come un impegno etico. La città non è, dunque, il luogo da cui fuggire a causa delle sue tensioni, dove abitare il meno possibile, ma il luogo nel quale imparare a vivere. Che poi si avvicina molto al pensiero di Aristotele che diceva che "gli uomini hanno fondato la città per vivere meglio insieme" E sono queste poche righe che devono incrociare con il documento che stiamo discutendo questa sera, dove la città ideale è una città che deve essere vivibile, provvista di spazi adatti ad ospitare e stimolare le relazioni umane, una città che non'è un insieme di infrastrutture regolate da un piano asettico, ma un organismo vivente articolato che necessita di essere sempre in linea con i bisogni e i gusti dei suoi abitanti. E allora questo documento deve rappresentare un modo di tenere insieme il giorno e la notte con le loro contraddizioni, le tensioni e la vita, il lavoro e la produzione, la ricchezza e la povertà, la sostenibilità e la trasformazione, la coesione e la competitività. Domandiamoci allora se questo documento risponde a tutto questo. E mi spiace contraddire i colleghi della minoranza ma io ritengo di si e lo fa partendo dal rispettare il programma di mandato del sindaco che, e sono andato a rileggerlo, non parla di consumo suolo zero, come erroneamente evocato da molti colleghi della minoranza. Ma in che modo risponde? principalmente lo fa con la formula della partecipazione che è una fase molto importante poichè la messa a punto del nuovo Documento di Piano è stata accompagnata da un percorso partecipativo di ascolto e coinvolgimento dei cittadini monzesi e dei soggetti rappresentativi di competenze, conoscenze ed interessi diffusi nella città, Il percorso partecipativo, che ha preso il nome di “Una Città per te”, è stato inaugurato il 18 marzo 2014 con un assemblea pubblica di condivisione del quadro delle conoscenze e degli obiettivi generali. Ci sono stati poi tavoli di lavoro tematici, cicli di incontri pubblici aperti presso le Consulte di quartiere, un forum on-line, una mattinata di lavoro a inviti dedicata alle rappresentanze socio-economiche della brianza, in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive. Un grande lavoro fatto in rete e questo perchè noi crediamo che deve essere la città ad adattarsi agli uomini e non viceversa. In quelle occasioni sono state raccolte una serie di proposte che sono riconducibili ai temi più importanti che formano l'ossatura di questo piano e che sono state poi l'oggetto principale di molti degli interventi che mi hanno preceduto. Proposte che trovano sicuramente una risposta positiva all'interno di questo documento e che nello specifico riguardano: la governance dei processi di pianificazione, il contenimento-riduzione del consumo di suolo, il recupero e riuso delle aree dismesse, la qualità dello spazio urbano e la valorizzazione dei luoghi di vita, il verde e gli spazi agricoli, la mobilità dolce, la viabilità e i trasporti, questioni correlate ai temi dell’abitare, delle attività economiche e del lavoro. E questo non'è poco, non'è banale, ed'è la risposta a chi ci accusa di aver tradito le aspettative dei cittadini e dei portatori di interesse. Vediamo allora alcuni di questi temi tra i più importanti Consumo di suolo e aree dismesse che poi era una delle indicazioni primarie La risposta stà nei 44 ambiti di trasformazione che insistono solo su suoli già urbanizzati recependo la proposta dei cittadini di costruire sul costruito e questo, con una previsione di consumo di suolo non superiore al 6%. Nello specifico l'amministrazione comunale sostiene l'attuazione degli interventi all'interno degli AT (Ambiti di Trasformazione) con l'abbattimento del 50% degli oneri su interventi di demolizione con ricostruzione e su interventi di nuova costruzione che richiedono importanti opere di bonifica. E questo risponde anche ad una precisa sollecitazione di alcuni consiglieri che in questi anni hanno sempre evidenziato come l'alto costo della bonifica spesso scoraggia i possibili investitori. In questo contesto spicca il progetto di riqualifica dell'area dell'ex Macello con al centro l'edificazione di due nuove scuole. Un progetto che ha una sua chiara definizione culturale e di utilità sociale rispettoso dell'insieme del contesto urbano e della sua storia. Nuovi spazi culturali di socializzazione in un idea di spazio rispettoso della fisionomia e della storia di quel luogo. Un occhio attento alla salvaguardia delle archeologie industriali e la conservazione della memoria storica e paesaggistica per una città che mette insieme la sostenibilità e la trasformazione Spazio urbano e luoghi di vita Si parla di promuovere la valorizzazione urbana in tutti i quartieri con politiche di localizzazione di servizi e commercio e la nascita di luoghi di attrazione per servizi e attività Questo documento disegna la rete dell'urbanità e della naturalità diffusa come uno spazio collettivo della città. Immaginiamo una nuova infrastruttura che connette tra loro le principali attrezzature collettive (culturali, scolastiche e sportive private o pubbliche, i centri di vita attuali o del futuro, i monumenti noti e meno noti), una rete che attraversa gli spazi aperti di maggiore dimensione (parchi esitenti o di corona) una rete sopratutto come spazio di relazione tra i diversi quartieri. Spazio all'allargamento del perimetro del centro storico ( proposta raccolta) attraverso la definizione di cinque nuove aree contraddistinte da storia o elementi di architettura. Riduzione degli indici di edificabilità all'interno delle zone B Altro tema importante è Abitare a Monza E qui siamo alla questione casa, argomento molto importante e al centro di molti degli interventi, dove la richiesta principale era quella di prevedere quote housing sociale. Un argomento che ha animato in diverse occasioni il dibattito sia in Prima Commissione che in aula, e questo perché la politica per la casa rappresenta oggi lo snodo di una serie di problemi che interessano in maniera trasversale diversi settori della nostra amministrazione, un argomento che riguarda infatti non solo le politiche territoriali ma anche e sopratutto, quelle sociali ed economiche. E noi ci siamo detti molte volte che per fasce sempre più significative della popolazione l’abitazione costituisce un bene difficilmente accessibile e per questo, risulta indispensabile intervenire come amministrazione, garantendo l'appoggio economico per la realizzazione di abitazioni a canone sociale. E in questo quadro ben si colloca lo strumento dell'edilizia convenzionata Una forma di intervento che prevede la locazione degli alloggi da parte dell'impresa o cooperativa realizzatrice. Nel piano vengono individuati specifici AT dove prevedere interventi di edilizia convenzionata in ragione dei quali sono previste anche delle specifiche agevolazioni per le imprese. Per quanto riguarda la questione dei 2000 appartamenti sfitti a Monza ci tengo a evidenziare che sono appartamenti privati e si tratta quindi di mettere in relazione una domanda di un certo tipo e un offerta che non'è propriamente di quel livello. A chi poi lamenta il fatto che questa amministrazione non stà facendo nulla ricordo due cose su tutte. La prima che l'assessorato alle Politiche Sociali ha avviato il progetto MonzaAbitando all'interno del quale c'è una formula che destina parte delle risorse a garanzia dei privati che mettono a disposizione il loro appartamento a canone moderato. La seconda è che in quest'aula abbiamo discusso del progetto di Quartiere Cantalupo, che prevede la costruzione di una serie di appartamenti di edilizia popolare, con tipologia a monolocale, per rispondere alle esigenze delle persone singole che non possono sostenere affitti per appartamenti di più grandi dimensioni. Ricordo a tutti che chi oggi ci accusa di non fare nulla per l'edilizia popolare su quel progetto aveva votato contro. Attività economiche e lavoro il rilancio dell'economia urbana e lo sviluppo delle attività sono un'altro punto di grande importanza. E qui il documento elimina la separazione tra le attività produttive e terziare all'interno delle aree D, per favorire l'integrazione di attività economiche con altre funzioni. Un inizio di semplificazione Sono previste riduzione degli standard x negozi di vicinato e piccoli uffici per ridare vita ai quartieri.C'è poi tutta la questione legata allo sviluppo del turismo che passa anche attraverso il recupero storico di alcuni edifici all'interno delle aree dismesse. Edifici che possono ospitare spazi fondamentali per la promozione di attività turistiche. Argomento del verde Anche questa una pagina molto importante di questo documento ed'è un argomento che si lega molto alla rete di Urbanità e Naturalità diffusa dove all'interno si collocano non solo i grandi parchi ma, sopratutto, i giardini di quartiere che ne fanno da collegamento. All'interno del piano è prevista non solo la regolamentazione di aree a verde private inedificate sopratutto con attività agricole ma anche l'implementazione dei PLIS attraverso una nuova definizione del perimetro con la proposta di annessione al plis Grugnotorto/Villoresi E' prevista l'individuazione di 10 nuovi parchi Urbani e nuovi giardini di quartiere nonchè spazi per orti urbani. C'è poi tutto il discorso legato all'area della Cascinazza Oggetto di scambio con aree di proprietà comunale ( aree dismesse sulle quali non'è facile fare investimenti) Un area sulla quale sono previsti, in caso di sviluppo positivo dell'operazione, degli interventi per migliorarne i livelli di fruibilità e l'attivazione di iniziative legate allo sviluppo dell'agricoltura urbana. E questa è una proposta sulla quale si sono già sprecati diversi commenti da campagna elettorale tra i quali l'accusa di un operazione di svendita. Affermazioni fuori luogo, lontane dal presente e che offendono l'onesta intellettuale dell'autorità proponente e di chi questa proposta l'ha sostenuta ovvero l'autorità procedente. In conclusione questo è un documento di piano sicuramente non perfetto, con delle criticità, ma pur sempre un piano che non'è dei tecnici per i tecnici e nemmeno dei tecnici per la politica ma un documento che rappresenta una visione di città realizzata dagli uomini per ospitare uomini. E questo sempre ponendo al centro la persona e i suoi bisogni e mi auguro, che il lavoro che stiamo facendo e che ci porterà all'approvazione definitiva di questo piano, possa continuare nell'ottica della collaborazione in funzione di possibili interventi di miglioramento.

sabato 28 maggio 2016

Il Bilancio Preventivo 2016 e la strategia della distrazione

Io credo che la discussione sul bilancio in generale sia uno dei momenti più importanti che coinvolge la nostra partecipazione alla vita politica della città e in questo condivido la riflessione fatta dal cons.villa nel suo intervento in sede di consuntivo quando ha detto che queste occasioni dovrebbero essere dei seri momenti di partecipato confronto sulle idee e su quale visione di città abbiamo in mente Parole assolutamente condivisibili e io mi ero anche preparato per prendere una serie di appunti peccato che poi le intenzioni si scontrano con una realtà che in aula si presenta uno scenario differente dove se metto in fila alcuni degli interventi che mi hanno preceduto (consuntivo e preventivo) più che la discussione su un bilancio mi è sembrato di assistere ad una fase preliminare lunga tanto che il mio foglio di appunti è rimasto quasi bianco. Dico quasi perche 2/3 cose me le sono segnate sulle quale vorrei fare un minimo di precisazione, senza entrare nel dettaglio del bilancio visto che in tanti in queste sedute hanno già avuto modo di dare i numeri. Una delle cose che mi sono segnato è il solito ritornello delle frasi fatte tipo un bilancio senza coraggio, appiattito sulle entrate e uscite, è il solito libro dei sogni, non ci sono grandi investimenti, non ci sono le persone al centro dell'attenzione. Ora tutti ma proprio tutti abbiamo sempre sostenuto che le continue riduzione al capitolo trasferimenti hanno messo in crisi i comuni costretti oramai a contare su un bilancio fatto quasi esclusivamente di risorse proprie e per questo molti di loro sono stati costretti non solo a chiedere sacrifici ai propri cittadini per mantenere inalterato il livello qualitativo dei servizi ma sono stati obbligati a scegliere se tagliare investimenti – per fare quadrare i bilanci – o ridurre i servizi; Senza dimenticare poi la difficile situazione economico/produttiva che tutti noi stiamo vivendo situazione che ha creato una fascia grigia di nuove povertà, che sono in aumento e con le quali ci confrontiamo tutti i giorni e sulle quali siamo chiamati ad intervenire anche con urgenza. E noi tutti sappiamo bene, che il compito fondamentale dell’amministrazione è quello di garantire il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini attraverso l'offerta di determinati servizi e questo anche in regime di scarsità di risorse. La difficoltà stà nel cercare di raggiungere un equilibrio tra il soddisfacimento della domanda di servizi e le risorse impiegate per la loro erogazione. Grandi investimenti o garantire servizi? direi che siamo di fronte ad una questione molto importante. E in questo contesto io trovo molto significativa una frase di Calvino che dice; D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie ma la risposta che da ad una tua domanda" Ed'è proprio da questo concetto che secondo me deve partire l'analisi del bilancio, e valutare se la città, intesa come forma di governo più vicina ai cittadini, queste risposte le ha date e continuerà a darle. E a proposito di risposte ricordo che questa città, questa amministrazione, ha avuto il coraggio di fare da subito un importante scelta politica che è stata quella di riconoscere la questione casa come un problema sociale affidandone la delega all'assessorato ai servizi alla persona e mettendo a disposizione in tutti questi anni notevoli risorse economiche attraverso Interventi sul disagio abitativo ricordo il progetto Monza Abitando del valore di circa 1 milione di euro tra contributi statali, regionali e comunali un progetto che prevede interventi di prevenzione allo sfratto e sostegno agli affitti con l'obiettivo di alleggerire gli alti costi di ricollocazione delle famiglie quando si interviene in emergenza. Un progetto che continuerà anche per quest'anno. E sono state diverse le critiche al settore servizi alla persona Un settore che è stato capace in questi anni di intervenire mettendo in campo un modello di protezione rinnovato e più capace di rispondere ad una più vasta gamma di bisogni e di diritti di cittadinanza. E oggi stiamo leggendo un bilancio che, in questo settore, non solo non riduce lo stanziamento rispetto all'anno precedente ma che nei fatti lo aumenta. E sui servizi alla persona si sono concentrate molte delle critiche fatte dai consiglieri di minoranza che mi hanno preceduto. Ma sopratutto da parte della Consigliera Martinetti che ha usato espressioni molto gravi sulle quali è bene fare alcune precisazioni. Bando Cariplo, si spinge molto nella direzione di partecipare ai bandi ma non'è poi cosi scontato che l'esito sia sempre favorevole. Nonostante questo i comuni d'ambito hanno deciso uno stanziamento di 70mila euro per coprire una parte del progetto che si propone di intercettare le persone che rientrano nella fascia grigia delle nuove poverta prima che queste vadano in carico ai servi sociali Ha accennato ad una diminuzione assistenza per disabili usando tra l'altro un termine improprio e infelice di "Intrattenimento Giornaliero" E questa è un affermazione grave, pensate ad una famiglia che improvvisamente sente dire queste parole, parole che come spesso accade corrispondono ad una mezza verità. La questione è che di fronte ad un aumento di richieste di inserimento in strutture diurne, dove le persone compiono un percorso formativo e di avviamento all'autonomia che non'è intrattenimento giornaliero, si è cominciato a riflettere sull'avviamento di servizi alternativi per quelle persone che, per raggiunti limiti di età, non ha più alcun senso pensare ad un percorso strutturato/educativo ma che viceversa necessitano piuttosto di una alternativa più leggera, magari più integrata al territorio di appartenenza. Si è detto che sono stati eliminati interventi per minori disabili Anche qui bisogna essere più chiari, perchè anche questa è un affermazione grave. Se si intende in ambito scolastico e domiciliare allora bisogna specificare che le ore di assistenza vengono stabilite come da certificazione UONPIA ed'è ovvio che, ha fronte a minori iscrizioni di bambini con disabilità, nelle scuole, ci sia un minore impegno di ore e quindi una riduzione di spesa. Nessuno ha ridotto servizi ludici nei centri anziani c'è stata solo una diminuzione di giorni 2/3 lo scorso anno al centro Ambrosini. L'attività continua. Eliminata la Pianificazione e raccordo sistema integrato servizi sociali d'ambito territoriale. Detta così non da il senso della questione che contiene un affermazione importante perchè nei fatti significa dire che sono stati eliminati i Piani di zona. E anche questo non corrisponde al vero Sono stati modificati, forse, pare, in che misura? i servizi di residenzialità e affido familiare, assistenza sociale per minori. Ora la situazione è che a parità di spesa, con un leggero aumento, è aumentato il volume delle richieste e quindi il fabbisogno e l'operazione che ha fatto l'assessorato con il supporto dei funzionari è stata quella di otimizzare le risorse. La valutazione va fatta sulla cifra generale, si è lavorato per ottimizzare le risorse. Pane Rose qui, sembra quasi che il comune si sia intascato 20mila euro di finanziamento e non si sa bene ora cosa succede. Va detto che l'ente capofila di questo progetto è un associazione di volontariato ed'è a questa che va direttamente il contributo della fondazione che non va di certo al comune. Questa amministrazione ha messo a disposizione le risorse, i locali e gli strumenti per la conservazione delle provviste. Il progetto non parte per motivi che non dipendono dall'assessorato ma stanno nell'egoismo sovrano di chi non accetta di lavorare in rete a servizio della comunità. Dal canto suo l'assessore Bertola non si è mai arresa e non solo conferma la disponibilità delle risorse, ma continua a lavorare per far partire questo progetto. Certo, si potrebbe fare di più, io stesso sono stato critico nei confronti dei bilanci precedenti che vedevano una diminuzione delle risorse in questo settore ma va anche ricordato che, in tutte le operazioni di assestamento gran parte delle risorse recuperate venivano destinate a servizi alla persona. Ricordo all'aula che il nostro comune è rimasto ancora uno dei pochi che per alcuni servizi ( quelli sulla disabilità) non chiede nessuna partecipazione di spesa alle famiglie. Due riflessioni veloci Sulla cultura dove aumenta il capitolo spese e anche questa è una scommessa vinta, Monza città della cultura dove lo spettro della tassa di soggiorno è stato sconfitto dalla grande risposta alle nuove e interessanti iniziative culturali promosse da questa amministrazione. Dite pure che non'è vero ma abbiamo fatto il botto Aumentati gli investimenti per la manutenzione e riqualifica delle strutture sportive dove lo sport viene inteso come strumento di crescita e di coesione sociale, per la rimozione delle barriere architettoniche anche questo oggetto di molte critiche ma se gli interventi da fare sono tanti significa che fino ad oggi non si era fatto molto ed'è bizzarro valutare il lavoro dell'assessore Marrazzo in base al numero degli scivoli eseguiti perchè, e qui lo voglio ripetere, il problema non sono le barriere architettoniche ma quelle culturali. Aumentano gli investimenti sulla conservazione del patrimonio comunale, più investimenti per l'ambiente e manutenzione del verde. Queste sono le risposte che ci aspettiamo da una città vicina e attenta ai problemi di tutti cittadini. Risposte che fanno di questo oggetto un vero bilancio sociale che ci rimanda ad una serie di interventi con al centro la persona a certificazione di un profilo etico che accompagna questa amministrazione fin dal suo insediamento. Un contributo importante per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Ho sentito dire che i cittadini monzesi sono tristi, non ridono più e si stanno allontanando dalla città Anche questo discorso fa parte della strategia della distrazione e offende l'onesta intellettuale di chi lo fa e di chi lo riceve. Ed'è fuori luogo perchè la risposta sta nella grande partecipazione spontanea di molte persone alle pulizie di primavera, alle diverse riunioni di confronto con gli stakolder su varie questioni, fino ad arrivare al Bilancio Partecipato. Tutte iniziative che sono il vero banco di prova per un Amministrazione condivisa e tutte iniziative che hanno funzionato. E veniamo al capitolo tasse. Quest'anno non solo non sono aumentate ma abbiamo da poco approvato in aula una manovra tributaria che ha come effetto principale un alleggerimento del prelievo fiscale a carico delle famiglie. E su questo tema, a parte il solito e logoro ritornello delle mani nelle tasche dei cittadini, trovo fuori luogo il tentativo di giocare con i numeri per far credere che le tasse siano aumentate. Le tasse sono scese grazie al governo che ha eliminato la TASI, parole forti e difficili da pronunciare e per questo vi capisco e vi sono vicino in questo momento di difficoltà, ma qualcosa va oltremodo specificato. In merito alla TARI, non solo vi è una riduzione della tariffa per un valore che va 5 al 13% ma è stata mantenuta non solo la fascia di esenzione al minimo ISEE ma anche le due nuove fascie con riduzioni previste nella misura del 50 e del 20%. Quando parliamo di riduzione della Tari non possiamo non ricordare di queste importanti correzioni introdotte da un ordine del giorno presentato in aula dal PD ordine del giorno che è stato contestato da una parte dell'opposizione che si è espressa con voto contrario. La stessa opposizione che oggi ci accusa non fare nulla e di voler mettere le mani nelle tasche dei cittadini non ha votato un ordine del giorno per ridurre le tasse. Quando si dicono le mezze verità è evidente che siamo in presenza di una precisa strategia comunicativa che mira a confondere la capacità di giudizio dell’opinione pubblica cittadina, strategia legittima ma pur sempre l'ennesimo trucco comunicativo ovvero come usare l'aspetto emotivotivo molto più della riflessione per provocare un corto circuito su un’analisi razionale dell’individuo così da scatenarne il senso critico. Roba da campagna elettorale. In un periodo di grande crisi economica, politica e sociale noi ce la stiamo mettendo tutta e continueremo a mettercela tutta e questo documento certifica il nostro rinnovato impegno ad adottare ogni provvedimento che consenta di ottimizzare ulteriormente l’utilizzo delle risorse disponibili, mantenendo la giusta attenzione ai bisogni delle persone e all'ambiente, nell’esclusivo interesse della collettività.

martedì 22 marzo 2016

Amministrazione condivisa come strumento di coesione sociale

In molti hanno toccato il tema del regolamento in tutte le sue parti tecnico/amministrative io però vorrei sottolineare quello che ci sta dentro, quello che non si legge che poi sono la natura e i contenuti di questo oggetto ma che per comprenderli al meglio è necessario partire dal modificare un antico pensiero che vede la politica e l'amministrazione come una cosa sola. Se vogliamo parlare di amministrazione condivisa è necessario comprendere e far comprendere ai cittadini che la Pubblica amministrazione non è una categoria della politica ma viceversa un pezzo vitale della società e che quindi i cittadini amministrati non sono da considerarsi semplicemente dei soggetti passivi, titolari solo di attese e di pretese, ma che viceversa sono da considerarsi soggetti attivi. Detto questo, quello che noi stiamo per votare oggi non'è semplicemente l'approvazione di un regolamento ma un'importante novità nei rapporti tra l'amministrazione e i cittadini. E già questa non'è una cosa semplice da realizzare. Ma la sostanza di questo oggetto non'è solo frutto di un non semplice cambio di pensiero ma c'è anche un pilastro molto importante su cui si fonda e si sviluppa l'azione dell'Amministrazione Condivisa che è nei fatti l'applicazione del principio di sussiadiarietà orizzontale. Un principio che spiega bene come il cittadino, sia in forma singola che attraverso le varie formazioni sociali, deve avere la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che riguardano i beni comuni. Questo è il cuore, la natura e la sostanza su cui si fonda l'azione dell'Amministrazione Condivisa che, con la riforma del Titolo V della Costituzione, è diventata una disposizione costituzionale sopratutto grazie all’introduzione dell’art. 118, comma 4 in base al quale “Stato, regioni, province, città metropolitane e comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Ed'è chiaro che, con questo articolo, si è voluto gettare le basi per la costruzione di una nuova alleanza fra amministrazioni e cittadini. Un alleanza che per la prima volta prevede una condivisione delle responsabilità dove, da una parte abbiamo gli amministratori eletti e i funzionari pubblici con la loro programmazione strategica e la doverosa manutenzione dei beni comuni e dall'altra i cittadini che non solo hanno il dovere civico di non danneggiare quei beni, ma hanno in più la possibilità di attivarsi per garantirne la funzionalità e il decoro. Nasce così la figura del cittadino attivo che si cura di preservare beni di cui non è proprietario ma usufruttuario, e questo insieme al resto della comunità. Di fronte alla domanda se esiste un elenco di questi beni la risposta non puo che essere che l'elenco sta in tutto quelle cose che sono parte attiva della comunità; dalle strutture scolastiche alle strutture sportive, un parco giochi, una piazza o anche solo dei lampioni o delle panchine. A chi si domanda quali aspettative e quali risultati vorrei ricordare ancora una volta che a Monza è gia da qualche hanno che abbiamo avviato una serie di iniziative che è un esempio di Amministrazione condivisa e che sono le Pulizie di Primavera, una giornata dedicata alla pulizia della città e al suo abbellimento e l'iniziativa "Io lavoro e penso a te", che si è svolta all'interno di alcune scuole comunali per effettuare piccoli lavori di manutenzione. Iniziative che hanno riscontrato l'adesione di un gran numero di cittadini, un dato sicuramente positivo che ci fa ben sperare per il futuro. Un'altro ottimo esempio di applicazione del principio di sussidiarieta' orizzontale lo vediamo attraverso le forme di collaborazione con il mondo del volontariato. In questo campo il principio costituzionale rinforza e ribadisce in modo assoluto e definitivo l'importanza dell'azione volontaria, mette al centro i cittadini attivi - considerandoli una risorsa e non "sudditi" - e le cui azioni sono "produttrici di diritto" Altra cosa positiva che va sottolineata, è che l'applicazione del principio di sussidiarietà, attraverso il modello dell'amministrazione condivisa, favorirà la creazione di inedite alleanze tra i cittadini stessi e tra i cittadini e le istituzioni. E anche in questo senso abbiamo diversi esempi di iniziative, promosse da questa amministrazione, che hanno visto impegnate agenzie che non avevano mai avuto rapporti diretti tra di loro come ad esempio comunità di religione diversa. E questo dimostra come l'azione dell'Amministrazione Condivisa possa essere strumento di coesione sociale, di crescita culturale e civile della nostra comunità. Tutto questo ovviamente senza sminuire il valore dell'amministrazione comunale che mantiene la prerogativa in materia di vigilanza, programmazione e verifica e che è chiamata non solo a sostenere tutte queste azioni nell'interesse generale ma anche a predisporre un regolamento su cui sottoscrivere i patti con i Cittadini, per poter avviare poi azioni concrete. Sicuramente non sarà un regolamento perfetto, l'oggetto è comunque complicato, governare processi di partecipazione non'è mai una cosa semplice e scontata e comunque, oltre alla possibile e prevista revisione biennale nulla vieta di fare degli incontri periodici di verifica a livello di commissione. Auguriamoci che questa collaborazione operativa possa produrre effetti positivi se non altro nell'aiutare l'amministrazione ad interpretare meglio la propria funzione, rapportandosi meglio alle esigenze della collettività in una più partecipata funzione di pubblica utilità.

venerdì 11 marzo 2016

Il DUP documento unico di programmazione

Innanzitutto credo sia doveroso fare una piccola premessa, non stiamo discutendo di un documento che nasce per decisione o per vezzo di questa amministrazione ma che si presenta come il risultato finale di un processo di riforma degli ordinamenti contabili pubblici e come l'evoluzione della normativa che regola la programmazione strategica ed operativa (come spiegato da ass.Donvito) In questa premessa sta la natura di questo documento nuovo nel proporre un metodo ma non sicuramente nei contenuti di merito. Contenuti che sono stati più volte evocati dagli interventi che mi hanno preceduto. Ora all'interno della struttura comunale esistono due piani di azione distinti. In uno vi è l'azione amministrativa, la gestione della macchina comunale, dello standard e di tutto cio che è strutturato. Nell'altro c'è l'azione politica che trae origine dal programma di mandato del sindaco e poggia le fondamenta su valori e principi morali propri della natura politica stessa di chi governa. Se io parlo di strade, buche, semafori, marciapiedi, di manutenzioni in genere, parlo di azioni aministrative, parlo di un processo di gestione della cosa pubblica che è doveroso nei confronti dei cittadini che a questo processo contribuiscono con il versamento delle imposte locali. Fare politica è un'altra cosa, fare politica significa pensare e garantire che ogni cittadino abbia la possibilità di costruirsi un proprio un progetto di vita. La città, che è la forma di governo più vicina ai cittadini, ha il compito di promuovere e sostenere questo progetto, in tutte le sue forme e dinamiche, adoperandosi affinché in questo percorso i Diritti non si trasformino in bisogni. E all’interno di questo progetto ci sta tutto, la questione casa che rappresenta oggi lo snodo di una serie di problemi che interessano in maniera trasversale diversi settori della nostra amministrazione, dall'emergenza abitativa cresce il numero di famiglie che oggi compaiono nelle graduatorie comunali per la domanda di case popolari e cresce anche l'aumento delle richieste di contributo per l'affitto alla necessità di sviluppare un azione politica capace di promuovere e sostenere l'edilizia convenzionata come strumento utile per agevolare l'accesso alla prima casa da parte delle giovani coppie che si apprestano a formare una famiglia. un nuovo sistema Welfare come risposta ad una più vasta gamma di bisogni e di diritti di cittadinanza, un sistema flessibile in grado di addattarsi ad una società sempre più complessa e articolata nei soggetti, nelle forme di organizzazione sociale, nelle domande e nei bisogni; promuovere e sostenere le differenze di genere con azioni di politica inclusiva La Cultura attraverso la creazione di spazi come luoghi per fare comunità, l’istruzione dove fare scuola significa anche promuovere la partecipazione dei ragazzi secondo i loro bisogni di socialità, attraverso forme che incoraggiano l’autonomia nella responsabilità e nella possibilità di autodefinirsi. investire per mettere in sicurezza la Mobilità dolce rappresentata da Bambini, anziani e persone in difficoltà Lo sport come strumento di inclusione sociale aperto a tutti. Il progetto di vita, quindi, è il vero (e forse unico) elemento unificante tra le persone: il progetto di vita dovrebbe dunque costituire lo strumento principale attraverso il quale una politica sociale mette al centro la persona tenendo conto delle diverse fasi della sua vita. E queste ( ovviamente non sono tutte) sono un esempio di azioni, tra le più importanti, che formano il contenuto politico di merito che nascono dal programma di mandato del sindaco e che sono richiamate in questo nuovo documento Azioni che oggi trovano spazio all'interno della macchina comunale attraverso un percorso che passa dall'approvazione del PGS, l'RPP, il bilancio ed infine il Peg. Quelli che ho illustrato sono due piani diversi, distinti nella natura ma che nella sostanza sono obbligati a procedere insieme per il conseguimento degli obiettivi di natura amministrativa e politica. Mettere insieme questi due piani sotto il profilo economico e organizzativo non'è una cosa semplice ed appare evidente come questo sistema sia non solo a forte rischio di discontinuità ambientali e organizzative ma anche di difficile valutazione. In questo contesto il Dup si presenta come il nuovo documento di pianificazione di medio periodo per mezzo del quale sono esplicitati gli indirizzi che orientano la gestione dell'ente, uno dei nuovi strumenti di programmazione che permette l'attività di guida strategica e operativa. Due sezioni contraddistinte anche da diversi orizzonti temporali. Un documento che parte dall'incrociare i bisogni della comunità (famiglie imprese, associazioni e organismi no profit) con le capacità disponibili in termini di risorse umane e finanziarie. Un documento su cui l’Amministrazione espone, in relazione ad un dato arco di tempo futuro, che obiettivi intende conseguire, con quali azioni e con quali mezzi (risorse finanziarie e umane) Il DUP si qualifica come un vero “momento di scelta” in quanto, di fronte alla molteplicita delle classi di bisogno da soddisfare e data, contemporaneamente e per definizione, la scarsita delle risorse, spetta all’organo politico operare le necessarie selezioni e stabilire i correlativi vincoli affinche, negli anni a venire, si possano conseguire le finalita poste, impiegando in modo efficiente ed efficace i mezzi disponibili. Il tutto nel rispetto del nuovo principio contabile della programmazione che ne disciplina i contenuti e le finalita. Ho sentito esprimere anche delle criticità nei confronti dell'arco temporale. Chiunque si appresta a governare non si misura con un arco temporale limitato ma fonda la prospettiva della sua azione politica in un periodo medio lungo e sa che in tutte le programmazione vi è una strategia degli scenari che ovviamente non prevede il fututo ma si interroga sui futuri possibili ( le famose discontinuità ambientali e organizzative) e questo per dare strumenti alla strategia politica che siano in coerenza con i possibili grandi cambiamenti. Perchè è proprio su un periodo medio lungo che noi possiamo più facilmente mettere in pratica i nostri principi puri di programmazione in prospettiva, che sono alla base del nostro essere politici, e che trovano affermazione sopratutto dal punto di vista culturale come lo è ad esempio la scelta di puntare a consolidare e mantenere i servizi alla persona piuttosto che fare altro. E in questo contesto il DUP si presta come lo strumento che permette non solo l’attivita di guida strategica ed operativa degli enti locali in periodo medio lungo ma anche come uno strumento che garantisce la socializzazione dei vari strumenti operativi consentendo di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuita ambientali e organizzative e questo grazie al fatto che costituisce, inoltre, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione. Ovviamente non'è uno strumento blindato ma flessibile e dinamico e anche se cambiare la giunta non significa obbligatoriamente cambiare le strategie e finalità rimane uno strumento che nel tempo puo essere soggetto a modifiche. in conclusione questo è uno strumento che prende spunto dall'analisi del territorio con i suoi bisogni e le sue capacità, si muove nella direzione di una programmazione strategica di prospettiva, tenendo conto delle trasformazioni ambientali e sociali secondo uno stile stile che dovrà differenziale la politica sociale del futuro, passando attraverso un doveroso confronto sulla politica del presente. Ed'è quello che stiamo tentando di fare oggi.

venerdì 16 ottobre 2015

I grandi hanno fatto un vero Macello

Una piccola premessa in merito all'oggetto di questa sera che nella forma assomiglia agli altri due discussi in una precedente seduta di Consiglio ma che nella sostanza si presenta molto differente. Gli oggetti 168 e 169 trattavano debiti fuori bilancio a seguito di lavori extra eseguiti per i quali è stato rilevato, dopo una perizia tecnica con tutti i pro e i contro che sono emersi nella discussione, un arrichimento dell'ente. L'oggetto di questa sera il 173 tratta di un debito fuori bilancio che nella sostanza, a differenza degli altri due, è una richiesta di risarcimento per mancato guadagno di circa 2.400.000 ( duemilioniquattrocentomila) euro per lavori non eseguiti. Una richiesta importante e impegnativa non solo dal punto di vista economico per le casse comunali ma anche dal punto di vista morale per chi amministra, perchè qui più che un arrichimento dell'ente si configura una presa d'atto di un impoverimento ai limiti del danno economico. Detto questo torniamo all'oggetto in discussione questa sera, sul quale vorrei fare due riflessioni distinte. La prima riguarda la questione economica che è poi è il punto principale, la vera sostanza di questa delibera, una questione che fa riferimento ad un ricorso presentato dalla società Hi-Sens verso il comune per ottenere, come ho già detto, il risarcimento del danno per un mancato guadagno. Un ricorso a cui a fatto seguito una sentenza esecutiva, seppur non definitiva, del tribunale di primo grado che condanna il comune a pagare questa somma respingendo la richiesta di sospensiva anche in presenza di un ricorso in appello. Ed'è una sentenza che senza dubbio va rispettata, e basterebbe solo questo movente per portarci ad esprimere un voto favorevole a questa proposta di delibera, in rispetto del nostro ruolo di amministratori chiamati oggi ad assumere una decisione di grande responsabilità. Ovviamente possiamo anche dichiaraci contrari ma è certo che oggi piu che mai serve mettere sul tavolo un'eventuale proposta alternativa o quanto meno esprimere una chiara assunzione di responsabilità nel non voler rispettare una sentenza del tribunale con le conseguenze che questo fatto potrebbe determinare. Perchè vedete la vera domanda che dobbiamo porci prima di tutto è: cosa succede se noi non approviamo questa delibera? e non credo sia una situazione da affrontare cosi alla leggera. Poi c'è la seconda questione, quella che pare scaldare di più il dibattito e che è poi quella che riguarda il come si è arrivati a determinare questa situazione, l'individuazione delle cause e delle entuali responsabilità oggettive. Ora non voglio rifare la cronistoria di quanto è successo durante quei cinque o piu anni, storia ampiamente ripercorsa nelle commissioni e ben illustrata dalle slide presentate dal sindaco, ma non posso non sottolineare almeno l'evidenza dei fatti rispetto ad un progetto che all'origine riguardava una porzione di area dell'ex macello, un progetto che aveva una sua chiara definizione culturale e di utilità sociale, inserito in un area parzialmente degradata ma rispettoso dell'insieme del contesto urbano e della sua storia. Un progetto che è andato via via ampliandosi con il contributo di nuove idee fino ad interessare anche aree, che per evidenti problemi non erano immediatamente disponibili. E sono convinto che quella è stata un azione legittimata dalla posizione di governo di chi ha agito, l'espressione di una volontà politica che però alla fine non solo ha generato un progetto disomogeneo nella sostanza e non rispettoso della fisionomia e della storia di quel luogo, ma ne ha anche fatto un impegno che ha squilibrato notevolmente i costi tanto e vero che a parziale copertura degli stessi, a titolo di riequilibrio economico, sono state offerte delle aree edificabili non ben definite. E questo è sicuramente uno degli atti che oggi sono oggetto di analisi approfondite posto che le alienazioni in genere sono soggette ad un passaggio obbligatorio in consiglio comunale passaggio, che in questo caso, non risulta essere stato fatto. Come del resto vanno approfondite tutte le altre questioni che hanno impedito all'amministrazione precedente di mettere a disposizione l'area in oggetto al concessionario entro il termine stabilito. Ma non voglio fare ne processi alle intenzioni ne accusare nessuno, non'è questo il mio compito e sicuramente non'è questo il luogo deputato a fare queste discussioni aggiungo solo che è evidente che tutta la procedura risulta alquanto confusa e ci sono stati dei passaggi disordinati che hanno impedito l'avvio dei lavori. Va anche detto, per dovere di cronaca, che gli atti più impegnativi ovvero la stipula del nuovo contratto e del nuovo piano finanziario, vengono ratificati in periodo di campagna elettorale quando per un atto di reproco rispetto si applica una moratoria a tutte le questioni importanti, per evitare che diventino oggetto di campagna elettorale. A conferma di questo basta andare a vedere la data degli atti con i quali si dava al privato l’esclusiva di riqualificazione e gestione dell’ex Macello, gli venivano affidati in modo diretto i lavori per realizzare un nuovo mercato coperto nella zona verso via Mentana e inoltre, come compensazione finale del project financing, sarebbero state cedute aree comunali. Il tutto poi condito con una clausula risolutiva che prevede un forte indennizzo in caso di mancata concessione del diritto di superficie su aree promesse a titolo di riequilibrio entro la data del 31.05.2012. Anche in questo caso siamo in un periodo di transizione amministrativa, dove la nuova giunta non si era ancora insediata. Diciamo un errore temporale Io penso che ci siano tutti gli elementi per poter giudicare e decidere, elementi che accompagnano una proposta di delibera ben strutturata che prende atto di una sentenza che va rispettata, che specifica come si finanzia questo debito, che propone iniziative per il recupero delle somme nei confronti di eventuali terzi responsabili e che propone al consiglio di porre in essere una transazione in alternativa attraverso la concessione di aree edificabili. Una proposta di transazione che non può far gridare allo scandalo sopratutto da parte di chi questo tipo di iniziativa l'aveva gia pensata e messa in atto. Anche in questo caso occorre scegliere da che parte stare senza vestirsi da talebani del verde, ma semplicemente coscienti delle alternative che abbiamo a disposizione. Ecco, quando saremo chiamati al voto vorrei che tutti lo facessero esprimendo una posizione chiara, favorevole o contraria, in rispetto del ruolo che ci consegna una responsabilità amministrativa alla quale non possiamo sottrarci. Perchè vedete, questa sera non ci si puo sottrarre al dovere morale di assolvere un compito facendo ricorso all'astensione con il noiso attegiamento Pilatesco. Ricordo che nei banchi della minoranza siedono 4 consiglieri che si erano candidati alla carica di sindaco e che da loro è lecito attendersi qualcosa di più di un semplice voto e questo significa anche esprimere una posizione legittimamente contraria ma dichiarata e supportata da una chiara assunzione di responsabilità. Personalmente ritengo che questa proposta di delibera dimostri la volontà di questa amministrazione di gestire una situazione difficile con la massima trasparenza e responsabilità e questo, e ci tengo a sottolinearlo, anche a tutela di chi questa sera è chiamato a assumere una decisione importante.

lunedì 27 luglio 2015

Bilancio Previsione 2015

Come lo è stato per gli ultimi anni anche quest'anno è molto difficile parlare di bilancio sopratutto se lo facciamo andando ad analizzare le cifre cifre che ci presentano un evidente quadro di difficoltà generale. Difficoltà che è figlia dell'effetto dimagrimento continuo dovuto, e non smetteremo mai di sottolinearlo, al drastico ridimensionamento sia dei trasferimenti indistinti agli Enti Locali sia dei fondi nazionali dedicati. Una cura che quest'anno ci ha penalizzato di circa 8 milioni di euro. Posto allora come obiettivo principale quello di mantenere invariato il costo della macchina comunale, appare del tutto evidende come anche quest'anno, ci si sia trovati nella necessità di dover recuperare le risorse mancanti. Per quanto riguarda le spese correnti, ciò che è emerso sopratutto dagli incontri con gli assessori in commisione bilancio, è la necessita indistinta di un ulteriore sforzo di razionalizzazione da parte di tutti. Un azione questa che impegna ogni anno in questo senso tutti gli assessorati ma che mostra i suoi limiti rispetto ad un obiettivo di effettivo funzionamento della macchina comunale che appare sempre più difficile da conseguire senza dover pensare ad un manovra più complessa che coinvolga non solo gli assessorati ma che inevitabilmente sconfini nel terreno delle imposte comunali. E il risultato è un documento che mostra alcuni settori che evidenziano una sofferenza economica di partenza, altri che invece godono di risorse invariate, se non addirittura qualche caso maggiorate rispetto allo scorso anno e la revisione delle aliquote irpef e dei costi dei servizi a domanda individuale. Senza entrare troppo nei particolari proviamo ora a fare un analisi in senso generale che riguarda alcuni assessorati L'assessorato alla mobilità che all'apparenza pare disponga di maggiori risorse ma che in realtà sono poi relative all'oggetto TPM, un oggetto che si trascina due questioni che ci sono state illustrate dall'ass. Confalonieri in ottica della ottimizzazione delle risorse e che sono: la richiesta di compartecipazione ai deficit prodotto dal fattore kilometri da parte degli altri comuni dell'area urbana (deficit che oggi è a totale carico del comune capofila) e uno sviluppo positivo verso la definizione della questione gare per la riorganizzazione del servizio urbano. Abbiamo ascoltato l'Ass. Marrazzo che ci ha illustrato come una parte sostanziale del suo bilancio sia dovuta ai costi delle utenze 10.900.000 euro e il conseguente impegno nel cercare di ridurre questo costo attraverso un maggiore risparmio sui consumi che passa sopratutto da una migliore ridefinizione dei contratti, al risparmio sull'illuminazione con il passaggio a led, all'efficentamento di alcune strutture comunali con la posa dei pannelli fotovoltaici. Quello che si conferma è l'impegno nella manutenzione degli edifici scolastici e delle strade attraverso un consolidamento dell'investimento. Senza dimenticare poi gli interventi importanti sulle case comunali Attraverso velocemente gli assessorati Cultura, Attività P e Sport dove una contrazione evidente delle risorse rischia di indebolire l'offerta e la partecipazione cittadina andando a premiare sicuramente le realtà storiche consolidate a danno delle nuove e magari più interessanti iniziative che, sopratutto in ambito culturale, nascono a livello giovanile. E arriviamo ai due assessorati meritevoli di particolari attenzioni e che sono quelli che poi mostrano un evidente deficit economico di partenza l'istruzione e i servizi alla persona Sono questi due assessorati molto delicati sui quali non'è mai facile intervenire senza rischiare l'effetto reazioni negative da piu parti. Entriamo nello specifico di alcune questioni L'istruzione si è presentata con la revisione delle tariffe dove l'obiettivo di questa revisione è : " aumentare il grado di copertura dei costi complessivi dei servizi economicamente piu rilevanti e di quelli che presentano una percentuale di copertura non piu sostenibile attraverso una rimodulazione delle tariffe che consenta di mantenere il livello qualitativo dei servizi erogati e nello stesso tempo suddivida gli oneri in modo equo e graduale in base alla capacita economica delle famiglie" I servizi a più bassa percentuale di copertura sono il Tempo famiglie 8% e il trasporto scolastico 6% quelli economicamente più rilevanti Asili nido (5,4 milioni a fronte di entrate pari a 1,17) la Ristorazione scolastica (5,05 milioni a fronte di entrate pari a 3,31) e questi sono dati che stimolano sicuramente alcune riflessioni alla luce del fatto che si pensa a questo come un anno sperimentale e quindi con la possibilità di poter intervenire nel prossimo bilancio, in vista del quale queste considerazioni possano servire da stimolo all'aula e alla competente commissione, per avviare per tempo una verifica costruttiva. Servizio tempo famiglie e qui serve capire bene quali sono gli obiettivi di questo servizio visto che i costi per bambino sono al di sopra della media di tutti gli altri servizi per l'infanzia e se vale la pena, alla luce dei continui tagli di bilancio, mantenere un servizio a cosi bassa copertura Trasporto scolastico qui il problema riguarda principalmente il trasporto organizzato per studenti provenienti da bacini di utenza diversi da quelli delle scuole di riferimento. E qui non basta la soluzione riempio il pulman se ho i posti liberi, non'è che questi ragazzi li trasporto gratis. Serve invece una indagine per comprendere le ragioni della scelta di una scuola diversa da quella di riferimento e cercare di allineare il più possibile la proposta formativa. (attraversa la città per un corso di greco antico) Asili nido e qui il ragionamento si fa più complesso per un azione che deve, oggi più che mai, subire l'influsso della certificazione ISEE che, con la nuova riformulazione rischia, in maniera sbagliata, di escludere molte persone dalle fasce di tutela. A tale proposito sottolineo alcune questioni: Occorre ragionare sull'opportunità di legare l'importo della tariffa Asilo al valore puntuale dell'ISEE e prevedere un valore piu basso come limite per le agevolazioni. (ora 40/50 mila euro) stessa cosa ovviamente per il servizio Pre e Post scuola. Sempre in tema ISEE ricordo che è prevista la produzione della certificazione ISEE una sola volta lungo tutta la durata del ciclo scolastico e che se da un lato comporta una revisione in diminuzione dell'importo in caso di dichiarazione di peggioramento delle condizioni economiche dall'altro non comporta alcuna maggiorazione in caso di cambiamenti positivi della condizione economica della famiglia. Scuole materne paritarie dobbiamo intervenire sulle utenze fuori Monza che contano circa 700 unità e che sono pagate dalla fiscalità dei cittadini monzesi E veniamo aI Servizi alla persona Qui siamo in un settore dove va detto che l'assenza delle necessarie politiche nazionali, l'accresciuta domanda d'intervento - spinta dall'incremento della povertà - si è indirizzata ai servizi sociali dei Comuni, da tempo dotati di risorse assai contenute. I Comuni, trovandosi con i bilanci “dimagriti” hanno inizialmente compiuto la scelta di proteggere il sociale, tagliando su altri voci (come cultura, verde pubblico, sport) ed'è chiaro che i margini in tal senso si sono progressivamente ridotti e, dunque, è poi divenuto inevitabile andare ad agire anche sul welfare. E questo è il settore che nel documento presenta più di altri un deficit economico di partenza. (parliamo di quasi 2 milioni di euro). Ed'è un incrocio pericoloso quello che si determina tra la riduzione di una già contenuta spesa pubblica e la forte crescita delle domande. Quest situazione ha costretto tutti i Comuni ad affrontare situazioni sempre più critiche e nello specifico su due aspetti importanti: -l'accesso ai servizi. A un numero sempre maggiore di persone che chiedono sostegno, l'Ente Locale non sempre è in grado di rispondere e questo è testimoniato dall'aumento del numero di coloro che si rivolgono alla Caritas; il target degli assistiti, con pochi fondi e tante richieste ci si concentra inevitabilmente sulle situazioni più gravi ed emergenziali, riducendo gli interventi di carattere preventivo/promozionale. Ciò significa, tra l'altro, non intervenire su famiglie in condizioni critiche ma non ancora fortemente deteriorate, quando ancora ci sono margini per uscire dalla povertà; In commissione l'assessore Bertola ci ha illustrato la natura della previsione di un risparmio di circa 800 mila euro tra: Interventi su disagio abitativo e questo sopratutto attraverso il progetto Monza Abitando del valore di circa 1 milione di euro tra contributi statali, regionali e comunali Un progetto che prevede interventi di prevenzione allo sfratto e sostegno agli affitti con l'obiettivo di alleggerire gli alti costi di ricollocazione delle famiglie quando si interviene in emergenza Revisione sistema gare appalto tra cui l'oggetto Custodi sociali che sarà sostituito dal progetto Amico di Quartiere un progetto che tende ad coinvolgere in modo più attivo il quartiere e le realtà di volontariato nella gestione delle necessità particolari, che ne faranno richiesta, in collaborazione con i servizi che si occuperanno personalmente dei casi più delicati. Riduzione della spesa dove si è citato l'intervento sui CDD e sul servizio di psicologia. Per quanto riguarda l'intervento sui CDD che ha giustamente allarmato alcuni consiglieri c'è da dire che parlare di riduzione della spesa non significa diminuire i servizi. Nel caso del CDD significa ottimizzare la gestione del servizio, rimettere ordine attraverso un bando che preveda un offerta completa di tutte le attività (musicoterapia, psicoterapia, ecc) che oggi sono frazionate e fornite da soggetti diversi. Se tratto con un unico soggetto posso cercare di ottenere una accordo economicamente piu vantaggiosa. Sul Servizio di psicologia abbiamo sentito che c'è in atto una revisione del numero ore per soggetti interessati che oltre essere sicuramente alta oggi supera di gran lunga gli standar regionali previsti per questo servizio. Su questi ultimi oggetti ritengo che il ragionamento debba andare oltre alla questione riduzione del servizio ma debba interessare una questione tanto vecchia quanto molto attuale e cioè la differenza tra servizi sanitari e i servizi socio/sanitari ovvero cosa è di competenza dei comuni e cosa è di competenza delle ASL. E allora la vera domanda è: quanti servizi ha garantito il comune e che ancora garantisce che non sono di sua competenza? In questo contesto l'intervento di psicologia si configura sicuramente tra quelli sanitari e quindi di competenza USL. Rispetto ai CDD le prestazioni dovrebbero essere ripartita per metà al comune e per metà all'ASL nella realtà il nostro comune, come impegno economico, è sempre andato oltre a quanto di sua competenza anche qui, rispetto agli standard regionali. E allora credo sia giusto esprimere preoccupazione per un ipotesi di riduzione ma è oltremodo giusto riconoscere al comune lo sforzo sociale ed economico che mette in campo per continuare a garantire una serie di prestazioni, che non sono di sua competenza, e la giusta e doverosa necessità di rivederne il sistema di erogazione. E quella delle competenze comune/ASL è una questione che non va sottovalutata ma portata avanti con determinazione. Altra cosa che ci tengo a ricordare è che il nostro comune mette 1,100 mil euro per il fondo per non autosufficienza di cui 370 mila quindi 1/3 sono di contributi regionale. Questo è n fondo che articola i suoi interventi per i buoni sociali (badanti) SAD (sostegno domiciliare) e i buoni pasto. Un contributo che si è mantenuto costante, in tutti questi anni, e quindi anche nella giunta precedente, nonostante questo fondo sia stato ridotto nel 2011, chiuso nel 2012 2013 e riattivato da poco. Da sottolineare come nel periodo di azzeramento sono stati tanti i comuni che hanno smesso di metere risorse e questo va a merito del nostro comune che non si è mai tirato indietro. Ripeto è giusto sottileare le criticità di questo bilancio ma è anche giusto riconoscerne le positività che spesso non vengono evidenziate. Per quanto riguarda i restanti 1,200 milioni di euro da segnalare che circa 700 mila risultano imputati ai servizio necroscopico e cimiteriale che oggi è una delega in capo ai servizi alla persona. Chiudo la riflessione sulle poliche al servizio della persona con una proposta/suggerimento poichè riteniamo sia giunto il tempo di ripensare la gestione dei servizi nel suo ambito generale per una migliore otimizzazione del servizio e della qualità e in questo contesto pensiamo di poter suggerire che la progettualità futura tenga anche conto dell'opportunità di pensare alla creazione di un agenzia per la gestione dei Servizi Sociali Una proposta che è già parte del nostro pensiero politico da diversi anni e che si fonda sulla costatazione che la situazione attuale prevede sempre più spesso l’utilizzo dell’appalto di settori dei Servizi Sociali a Cooperative o altre istituzioni. E quindi pensiamo al rischio che il protrarsi di questa modalità potrebbe portare ad un’attenuazione dell’attenzione dell’Amministrazione Comunale sui temi del sociale, ed alcuni indicatori di rischio sembrano già evidenti: Ampio sviluppo dei servizi senza un’adeguata elaborazione di espliciti indirizzi di politica sociale scarsa chiarezza nella definizione delle competenze sociali e di quelle sanitarie e dei relativi costi Rischio di progressivo smantellamento della pianta organica dei Servizi Sociali del Comune E’ opportuno quindi creare un nuovo soggetto che sappia far nascere un sistema favorevole alla promozione di quei beni e che sappia leggere la domanda sociale. La “missione” dell'Agenzia dovrà essere quella di assicurare alle persone e alle famiglie dell'ambito di Monza Brugherio e Villasanta, interventi e servizi sociali volti a promuovere la massima autonomia possibile. e visto il tema in oggetto pensiamo ad n agenzia che sappia adottare un bilancio di responsabilità Sociale, trasparente e partecipato, cercando di dare a tutti una lettura sulle disponibilità reali, mettendo a conoscenza delle cifre nel sociale , trasparenza sui beneficiari, le finalità e i costi dei servizi. E questo nell'ottica della valorizzazione delle risorse pubbliche. E veniamo alla capitolo delle imposte comunali E qui è evidente il ritocco al rialzo delle aliquote IRPEF com'è evidente la modifica delle tariffe per i servizi a domanda individuale. Sulla questione TARI andrei un po cauto visto che gli aumenti, che non interessano tutti, e dove vi fossero, risultano essere nella misura di 1/2 max 5 euro. Son sempre aumenti dirà qualcuno e sono perfino fastidiosi data la natura e la storia della convenzione in essere. Tutto vero, ma non si può limitare il discorso all'effetto giornale e campagna elettorale perchè non c'è onestà intelletuale se si omette di dire che è stata modificata la fascia di esenzione IRPEF portandola a 18 mila euro e questo permette di recuperare una fascia di cittadini che, causa riforma ISEE, non sarebbero stati più tutelati. In merito alla TARI poi, non solo è stata mantenuta la fascia di esenzione al minimo ISEE ma sono state inserite due nuove fascie con riduzioni previste nella misura del 50 e del 20%. E io capisco che ammettere queste cose significherebbe dare credito all'ordine del giorno presentato dal gruppo del PD in fase di discussione oggetto TARI, ordine del giorno contestato da una parte delle opposizioni che si sono espresse con voto contrario. Ordine del giorno che non solo ha confermato le esenzioni per le fasce più a rischio ma ha introdotto riduzioni sulla TARI a vantaggio di una più ampia fascia di cittadini. Il Consigliere Piffer ha giustamente evidenziato la preoccupazione che il prossimo bilancio segnerà la fine inevitabile delle riduzioni, al cons. Piffer dico che per quanto ci riguarda penso che prima delle riduzioni si possa e si debba agire su alcune agevolazioni che, in una situazione come quella attuale, non hanno più senso di esistere. In conclusione crediamo che questo non sia un bilancio da condannare ne da esaltare ma semplicemente un bilancio da comprendere, un bilancio che si fregia dell'aggettivo "Armonico" ma che nei fatti esprime un atto di indirizzo orientato al benessere della persona mettendo il cittadino al centro delle attenzioni. fm